FORMULE PER LE FOTO 3D (ingiustamente temute!)

di Daniele Colciago - colciagold@aliceposta.it

“…Alzi la mano chi di Voi non ha ricevuto da bambino un Viewmaster, il simpatico e grazioso visorino stereo che permetteva di vedere dei dischetti con 7 scene tridimensionali. Tali accattivanti dischetti, solitamente corredati di libretti didascalici, proponevano titoli come Flipper il delfino, Bambi, oppure I fiori delle Alpi, La Baviera, L’acquario di Montecarlo, Le grotte di Frasassi, Salisburgo, o addirittura I test nucleari o la partenza dello Space Shuttle.
Il tempo passa, molti visorini sono finiti nelle cantine, nelle soffitte o sui mercatini dell’antiquariato ma il principio base del loro funzionamento, rimane vivo e vegeto anche nell’era del digitale: la base stereoscopica…”

Ecco le formule per il calcolo della base stereoscopica, non sono le uniche, ma sono quelle più da manuale. Il fatto di avere una formula, oltre a garantire una maggior costanza dei risultati, permette di estrapolare la base stereoscopica fino a valori limite come nel caso dell'aerofotogrammetria, o la stereo di paesaggio, che richiedono scatti distanti fra loro anche centinaia di metri.

Il concetto di base stereoscopica, permette anche di capire tutta una serie di concetti che vanno dal successivo procedimento di messa a registro delle immagini (digitale o analogico, è lo stesso) fino a comprendere la messa in posa di uno schermo da proiezione stereo.

Le formule nella fotografia 2D sono sempre un po' odiate, ma nel 3D vi assicuro che anche solo quella semplificata permette di evitare gli insuccessi iniziali e permette di fare scatti che, anche se inprecisi, possono essere tranquillamente recuperati in fase di montaggio via software.

Formula di Bercovitz
B = P(LN/L-N) (1/F - (L+N)/2LN)

B = Base stereoscopica (traslazione, ovvero, nel caso di utilizzo di una sola macchina fotografica, spostamento orizzontale della macchina tra il primo ed il secondo scatto)
P = parallasse che si vuole avere sulla pellicola espresso in millimetri
L = Distanza dell'elemento più lontano rientrante nell'inquadratura
N = Distanza dell'elemento più vicino rientrante nell'inquadratura
F = Lunghezza focale dell'obbiettivo


Sì può anche considerare: L-N = T = profondità o spessore del soggetto o profondità di campo dell'inquadratura.

Se si usa una macchina stereo come la Kodak o la Realist, B è fissa ed è la distanza tra gli obbiettivi.

Formula di Bercovitz semplificata, nel caso in cui l'infinito è compreso nella scena (l'elemento più distante è l'infinito):
B = P (N/F - 1/2)

Formula che si utilizza normalmente:
B = 1 /30 della distanza dell'elemento della scena più vicino

Non è detto che l'elemento della scena più vicino sia necessariamente il soggetto principale. Solitamente si adotta questa formula, anche perché non è utile avere la correzione in funzione della lunghezza focale. La focale migliore per la stereo sembra essere il 35 mm. Tutte le macchine stereo anni 50, montano degli obbiettivi da 35 mm. In stereo su formato 23x24 mm rende una visione stereo più simile alla visione umana. Non ha senso usare ottiche più lunghe, perchè tendono a schiacciare i piani e a contrastare in modo negativo l'effetto 3D finale. Non ha senso usare grandangolari spinti perché si avrebbe una distorsione della realtà (effetto sbornia!!!) invece che un avvicinamento ad una situazione reale. Nulla della scena deve essere fuori fuoco o mosso (in realtà poi, qualche piccolo esperimento lo si fa sempre!!!).

Il digitale è gratis, permissivo, divertente ed utile, ma la pellicola diapositiva in 3D da ancora degli effetti impareggiabili (tecnica dei polarizzatori) ed è un potente strumento didattico, poiché pone lo studente in condizioni di capire come frazioni di millimetro si ripercuotono sullo schermo con effetti devastanti.

Letture consigliate:
Dr. Jacobus Ferwerda (1910-1990) - THE WORLD OF 3D (la bibbia di 306 pagine e 245 illustrazioni sulla fotografia stereoscopica)
Harry zur Kleinsmiede and Wim van Keulen - THE MAN OF 3D (libretto corredato di 3 dischetti Viewmaster sulla vita e sul lavoro del Dr. Jacobus Ferwerda)
Harry zur Kleinsmiede - 3-D MOUNTING GUIDE - A PRACTICAL GUIDE TO MOUNTING STEREO SLIDES (miniguida squisitamente sintetica di 24 pagine sulla messa a registro delle immagini stereoscopiche)
Pat Whitehouse (1922-1988) - PAT WHITEHOUSE SHOW, THE. (libretto corredato di 3 dischetti Viewmaster sulla storia della pionieristica fotografa stereoscopista Pat Whitehouse)

Articolo pubblicato su www.bellone.net